“Se posso permettermi il lusso del termine, da un punto di vista ideologico sono sicuramente anarchico. Sono uno che pensa di essere abbastanza civile da riuscire a governarsi per conto proprio”

(Fabrizio De André)

da Tiffany 964

“Poi la baciai e mentre la baciavo fui perfettamente consapevole, per la prima volta in vita mia, che la Terra girava su se stessa e attorno al Sole, proprio sotto i miei piedi”. (Almudena Grandes)

Una super-eroina che passa attraverso i muri e le persone, lasciando tutto come è, senza causar casini e provocar ricordi, e visto che c’è mette pure tutte le cose a posto ma poi gli tocca fermarsi a riprender fiato, perché c’ha quel doloretto muto dentro che la sfianca un attimino.
— Fatacarabina su Hotel Ushuaia (che io a questa donna qui quando la vedo non riesco a fare a meno di abbracciarla) (via mistro)
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Stefano Benni - Baol

batchiara:

incipit:

E’ una tranquilla notte di regime. Le guerre sono tutte lontane. Oggi ci sono stati soltanto sette omicidi, tre per sbaglio di persona. L’inquinamento atmosferico è nei limiti della norma. C’è biossido per tutti. Invece non c’è felicità per tutti. Ognuno la porta via all’altro. Così dice un predicatore all’angolo della strada, uno dall’aria mite, di quelli che poi si ammazzano insieme a duecento discepoli. Ce n’è parecchi in città. Dai difensori dei diritti dei piccioni alla Liga Artica. Siamo una democrazia.
Ogni tanto, sul marciapiede, si inciampa in qualcuno con le mani legate dietro la schiena. Forse la polizia lo ha dimenticato la notte prima. Ho guardato in alto, oltre le insegne illuminate e, obliqua su un grattacielo, c’era la luna. Le ho detto: Cosa ci fa una ragazza come te in un posto come questo?

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al telefono ti ho detto “allora ti mando un sms domani” e tu “no nessun sms telefonami che voglio sentire la tua voce calda, perchè ogni volta che la sento ho un brivido che sale lungo la schiena” io il cellulare l’ho chiuso nel cassetto, vado in giro con il telefono fisso in borsa. per dire.

claire

ho i segni sulla pelle, come un tatuaggio impressosi spontaneamente dove fa più male. e, soprattutto, temo che il tatuaggio speculare ce l’abbia chi proprio non se lo meritava.
se è vero che le mie ossa hanno sete di te, dissetami
— fatacarabina (via angolodellormone)
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tutto è già stato detto

batchiara:

rosesandcherubim:

è solo strano abituarsi all’idea e decidermi a buttare la mia crema preferita di quando ti incontravo perché il profumo è irrespirabile ora.

Regalala alle amiche, invece :D

Dovresti sopportare, figlia mia, dice in un bellissimo film - «Ti do i miei occhi» - la madre alla giovane picchiata. Come se fosse nella natura delle cose. Come se l’errore fosse non essere abbastanza forti da far finta di nulla, dire ho urtato nella mensola sono caduta dalle scale. Manca completamente la censura sociale del comportamento violento. Manca la disapprovazione collettiva del bullismo, del machismo. La censura reciproca: nessuno ferma un ragazzo che dà fastidio a una ragazza per strada perché se lo fa gli altri lo indicano come omosessuale. Mancano padri che non siano fieri delle conquiste seriali dei figli maschi. Mancano madri che sappiano essere meno indulgenti con loro. Mancano leggi che suscitino questi sentimenti, che li ergano a norma. Leggi anche disuguali se disuguali sono le condizioni di partenza. Ci sono paesi in cui un gesto violento se compiuto da un uomo su una donna è punito più severamente: si chiama uguaglianza sostanziale, ripristina la disuguaglianza di partenza. Manca il rispetto che si deve a chi subisce. Manca la capacità di mettersi nei panni dell’altro, dell’altra. Se vince la cultura dei “vincenti” le donne perderanno. Non fanno la guerra, in genere. È una perdita di tempo: hanno altro da fare.
remedios:

candyinprogress:

Freddie Mercury (5 September 1946 – 24 November 1991)

remedios:

candyinprogress:

Freddie Mercury (5 September 1946 – 24 November 1991)

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e poi scrivere, per giunta, è una cosa difficilissima che io vi sfido, a provarci, e se poi siete davvero bravi dovete provare a mettervi lì a scrivere, e scrivere sullo scrivere, che è una cosa che secondo me bisogna esser dei maestri, star lì a scrivere di scrivere, è come pensare di pensare, o suonare di suonare, o lavare i piatti di lavare i piatti.
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mistro:

brixie:

(via mariamaria0101)
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la donna non era mai sazia di quello che quell’uomo le donava. e non bastarono I versi del Capitano di Neruda e non bastarono le poesie d’amore di Hikmet e non bastarono Alda Merini o Nizar Quabbani e non bastarono tutti i poeti e non bastò lui che poeta lo era, lo era veramente. la donna non era mai sazia di quanto quell’uomo le donava e ad un certo punto l’uomo finì tutte le poesie. la guardò duramente negli occhi e spingendo ripetutamente il dito indice sulla spalla sinistra di lei le disse: Oi! te, a gratis, anche una flebo eh!

sidgi spritz all’aperol

Metti che non sai se è una giornata in cui mi piacciono le chiacchiere o i silenzi; metti che non capisci se cerco lo svago o la concentrazione.
Metti che l’umore, chissà se è buono o rovescio, magari altalenante, come capita a volte, spesso, sempre no.
Metti che ti chiedi se è un momento da baci, da sesso, da lasciami stare; metti che non sai se aspettarti che stia sveglia o che mi addormenti da un momento all’altro.
Metti che forse ho voglia di compagnia, forse che stiamo soli, non si capisce.
Metti che non lo sai, che da fuori non si vede, che non mi esprimo, che magari non lo so nemmeno io,

tu, nel dubbio, toccami.

in the mood for writing chiaratiz

non vergognarsi della propria malinconia
è un compito penoso anzi uno strazio.
l’amore trasparente non so cosa sia
mi sei apparsa in sogno e non mi hai detto niente
mi sei apparsa in sogno e non hai fatto un passo.
ivano fossati, da “l’amore trasparente”. (via 11ruesimoncrubellier)
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